AMD Atrofica

PATOLOGIA

La degenerazione maculare legata all’età (Age-related Macular Degeneration, AMD di tipo atrofica) o più comunemente chiamata maculopatia è una grave patologia oculare che interessa la macula, ossia la porzione della retina più ricca di fotorecettori e responsabile della visione centrale fine e dettagliata che ci permette di riconoscere un volto, leggere, eseguire lavori di precisione, guidare l’auto etc.

Nei Paesi tecnologicamente avanzati, l’incidenza della AMD è aumentata fortemente e continua ad aumentare a causa dell’incremento della vita media. L’AMD colpisce infatti circa l’11% delle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni e tale percentuale cresce sensibilmente man mano che si considerano fasce d’età più avanzata. Oggigiorno l’AMD, nei paesi più industrializzati, rappresenta la causa più comune di cecità legale e di ipovisione nelle persone di età superiore ai 55 anni.

L’AMD può presentarsi in due forme: l’AMD atrofica (o non-neovascolare o secca) e l’AMD essudativa (o neovascolare o umida). L’AMD esordisce solitamente nella forma atrofica (90% dei casi) e più raramente (10% dei casi) nella forma essudativa. In alcuni pazienti l’AMD atrofica può evolvere in forma essudativa.

L’AMD atrofica è caratterizzata dalla presenza di drusen, minuscole aree di accumulo di materiale di scarto derivante prevalentemente dal metabolismo delle cellule retiniche, che si localizzano tra l’epitelio pigmentato retinico (RPE) e la membrana di Bruch. Le drusen sono evidenziabili all’esame del fondo oculare ed appaiono come piccole formazioni di colore giallastro.

Solitamente il materiale di scarto che forma le drusen è fagocitato e digerito dalle cellule dell’RPE, ma con l’avanzare dell’età e il rallentamento delle attività cellulari, tale materiale non viene più eliminato correttamente e si deposita sotto l’RPE.

TRATTAMENTO

Fino a poco tempo fa, ai pazienti affetti da AMD atrofica poteva essere solo raccomandato un miglioramento dello stile di vita, l’utilizzo di occhiali protettivi dall’ultravioletto (UV) e l’assunzione di integratori alimentari, come evidenziato dallo studio AREDS2, che si sono rivelati efficaci nel rallentare l’evoluzione della patologia, ma oltre a questo trattamento preventivo non esistevano cure con provata efficacia da proporre ai pazienti. Negli ultimi tempi, invece, stanno emergendo nuovi trattamenti capaci di rallentare l’evoluzione della AMD atrofica.

Recentemente, come confermato da un complesso studio multicentrico randomizzati (LEAD) è stato introdotto un nuovo laser a nanosecondi che con una irradiazione sub-treshold dell’area retinica posteriore è capace di indurre la liberazione di alcuni enzimi specifici (metalloproteinasi) che possono indurre dei cambiamenti anatomici a livello del complesso epitelio pigmentato retinico membrana di Bruch-coriocapillare tali da ridurre la progressione delle malattie in pazienti selezionati. Un ampliamento e una ulteriore attesa conferma dei dati finora emessi permetterà di estendere l’uso del laser a nanosecondi 2RT® nella corretta pratica clinica e terapeutica. L’utilizzo di questo tipo di laser (2RT®) è stato applicato anche con successo per la prima volta nella terapia di una malattia retinica eredo-familiare (malattia Leventinese) dimostrando come una terapia fisica (laser) possa indurre un miglioramento funzionale in pazienti affetti da malattie retiniche eredo-familiari.

Oltre a questa tecnologia laser, sono in fase di studio numerosi farmaci in grado di inibire la cascata del fattore del complemento responsabile dell’insorgenza della patologia, che viene iniettato all’interno del bulbo oculare tramite un’iniezione intravitreale, e che si spera possa essere in grado di rallentare la progressione dell’AMD atrofica dalla fase avanzata alla fase terminale rappresentata dall’atrofia geografica (GA).

Ci auguriamo che gli studi clinici in atto possano presto confermare la sicurezza e l’efficacia di questi nuovi trattamenti, in modo che possano essere presto impiegati per la salvaguardia della visione nelle persone affette da AMD atrofica.

Possiamo aiutarti

Se pensi di soffrire di questa patologia o hai dubbi che vuoi chiarire sulla vista contattaci.

Partnership