La telemedicina: diagnosi, monitoraggio e assistenza in un “click”

Negli ultimi decenni la vita media si è allungata di molto e sempre più persone possono godere di una buona salute anche in età più avanzata. Il progresso medico-scientifico ha infatti permesso la gestione controllata di molte malattie croniche legate all’età, migliorando l’aspettativa e la qualità di vita di tanti pazienti.

Questi aspetti positivi non sono però privi di un rovescio della medaglia, in particolare per quanto concerne il forte aumento dei bisogni della popolazione in termini di assistenza e spesa sanitaria, che sempre più frequentemente superano le disponibilità del sistema sanitario, rendendo indispensabile una sua riorganizzazione.

Un aiuto significativo in tal senso proviene dalla telemedicina, un’innovativa modalità di assistenza sanitaria che si avvale di tecnologie estremamente avanzate per la trasmissione di dati (immagini, diagnosi, referti ecc.) utili alla prevenzione, alla diagnosi precoce, al monitoraggio, alla scelta della terapia e in alcuni casi anche all’esecuzione della terapia stessa, al consulto tra specialisti e alla riabilitazione.

La vera innovazione della telemedicina è che le prestazioni sanitarie possono essere espletate anche se il paziente e lo specialista non si trovano nello stesso luogo, permettendo la realizzazione e l’organizzazione di nuovi modelli di assistenza sanitaria domiciliare a distanza, una vera e propria rivoluzione nella concezione del sistema sanitario. 

La telemedicina rappresenta uno strumento incredibilmente potente per contrastare le disuguaglianze di salute e abbattere barriere geografiche e sociali, offrendo a tutte le persone affette da una patologia cronica, o a elevato rischio per una patologia, un servizio sanitario efficiente anche in presenza di criticità (ad esempio pazienti con difficoltà motorie, con poca disponibilità di tempo o di risorse economiche o che vivono in un territorio svantaggiato dal punto di vista geografico o delle infrastrutture).

La telemedicina offre infatti la possibilità di decentrare l’offerta dei servizi sanitari, colmare le carenze di competenze professionali e assicurare continuità e parità di assistenza su tutto il territorio, con riduzione della spesa sanitaria nazionale e velocizzazione del sistema burocratico sanitario. Inoltre, la possibilità di offrire un servizio migliore in termini di rapidità e disponibilità di informazioni sullo stato di salute dei pazienti consente una maggiore tempestività decisionale in condizioni di emergenza o urgenza, il che si traduce in una probabilità più elevata di conseguire il successo terapeutico.

L’applicazione della telemedicina ha già ottenuto un riscontro molto positivo in diversi Paesi tecnologicamente avanzati. Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi finalizzati a valutare l’efficacia di questa pratica medica innovativa confrontandola con quella dell’assistenza medica tradizionale. In oculistica la telemedicina si rivela preziosa per monitorare i pazienti affetti da numerose patologie, ad esempio la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare legata all’età.

La telemedicina non deve essere intesa come una specialità medica separata, bensì come un approccio in grado di affiancare e coadiuvare le prestazioni mediche tradizionali. Ci auguriamo che questa pratica possa trovare una sempre più ampia applicazione e riscontro positivo anche in Italia, per screening più veloci e accurati a vantaggio dei tantissimi pazienti affetti da patologie oculari croniche, che ad oggi non sempre riescono ad essere monitorati, e quindi curati, nel modo più opportuno.

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