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Glaucoma: il trattamento con la trabeculoplastica laser selettiva (SLT)

Tabella dei Contenuti

La gestione del glaucoma comporta, sia nelle fasi iniziali della patologia sia nel decorso a lungo termine, la dipendenza cronica dai colliri ipotonizzanti: farmaci capaci di abbassare la pressione intraoculare e allontanare il rischio di danno al nervo ottico. L’aderenza alla terapia farmacologia richiede un forte impegno da parte del paziente, che è costretto a dover applicare colliri spesso diversi fra loro anche più volte al giorno.


In questo contesto rientra la trabeculoplastica laser selettiva (SLT) che rappresenta una soluzione terapeutica mininvasiva e all’avanguardia, capace di rivoluzionare l’approccio al glaucoma e ridurre o eliminare completamente l’utilizzo dei colliri ipotonizzanti.

Cosa è il glaucoma

Il glaucoma ad angolo aperto è una patologia progressiva del nervo ottico che richiede un monitoraggio e un trattamento — solitamente farmacologico — a lungo termine. Se non trattata adeguatamente, la malattia può compromettere gravemente la funzione visiva fino a condurre alla cecità. Il principale fattore di rischio modificabile del glaucoma è l’aumento della pressione intraoculare, e proprio su questa agiscono i colliri tradizionali.

Nelle fasi iniziali la diagnosi può essere complessa data l’assenza di uno standard diagnostico, ma negli stadi avanzati la patologia è ben caratterizzata da un progressivo danno strutturale al nervo ottico.
Il persistere di valori di pressione intraoculare costantemente superiori a quelli fisiologici porta alla morte cellulare progressiva delle fibre nervose del nervo ottico, evidenziabile sia attraverso l’esame OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) – in cui si evidenzia, negli stadi avanzati della malattia, una riduzione del loro spessore – che dal restringimento del campo visivo rilevabile dall’omonimo esame diagnostico.

Trabeculoplastica laser selettiva (SLT)

La trabeculoplastica laser selettiva (SLT), introdotta nel 1995 e diffusa in Italia solo a partire dagli anni 2000, costituisce un’evoluzione rispetto all’approccio tradizione (trabeculoplastica ad argon o ALT), nel ridurre la pressione intraoculare: mentre la tecnologia ALT si basava su un impulso laser ad alta energia che rischiava di danneggiare i tessuti oculari per effetto termico, la trabeculoplastica laser selettiva (SLT), attraverso un meccanismo di fototermolisi selettiva, garantisce che il laser colpisca esclusivamente le cellule ricche di melanina situate nel trabecolato, il sistema di drenaggio dell’occhio, stimolandole ad aumentare il deflusso dell’umore acqueo, il liquido che scorre fra la cornea e il cristallino dal quale dipende il valore della pressione intraoculare.

L’impulso laser direzionato sull’occhio durante una procedura di SLT non genera un effetto termico dannoso sui tessuti circostanti, ma richiama nel trabecolato i macrofagi, cellule “spazzine” del nostro organismo, le quali, rimuovendo detriti cellulari e melanina in eccesso, liberano il lume dei canali che costituiscono questo sistema di drenaggio. Come risultato l’umore acqueo torna a defluire più efficamente e senza ostacoli attraverso la rete trabecolare, garantendo un miglior controllo della pressione intraoculare.

Come si esegue il trattamento SLT

La procedura SLT si esegue in regime ambulatoriale, dura pochi minuti ed è completamente indolore per il paziente.
Dopo la somministrazione di un collirio anestetico locale sull’occhio da trattare e il posizionamento del viso del paziente sulla mentoniera di un apparecchio chiamato lampada a fessura, il medico oculista applicherà una speciale lente a contatto così da visualizzare il trabecolato e, successivamente, direzionerà gli impulsi laser su di esso. Al termine della seduta, il paziente potrà tornare a casa e riprendere le proprie attività quotidiane fin da subito.

Per chi è indicato il trattamento SLT

La trabeculoplastica laser selettiva, grazie al suo alto profilo di sicurezza ed efficacia, rappresenta una risorsa terapeutica che può essere indicata in diverse fasi del decorso del glaucoma. 

Innanzitutto il trattamento SLT trova applicazione nella terapia di prima linea: già nel momento stesso della diagnosi di glaucoma, e dunque ancora prima di iniziare una terapia farmacologica, il medico oculista potrà proporre di sottoporsi a questa procedura a patto che la pressione intraoculare di partenza non sia eccessivamente elevata. 

Oltre a poter essere utilizzato come prima terapia per il glaucoma, il trattamento SLT rappresenta una risorsa preziosa anche per tutti quei pazienti che instillano molteplici colliri ipotonizzanti ogni giorno e da molto tempo ma che presentano valori di pressione intraoculare ancora lontani da quelli fisiologici. La procedura SLT rappresenta inoltre un valido aiuto per tutti coloro che incontrano difficoltà quotidiane nell’instillare i colliri a causa di limitazioni motorie, come l’artrosi alle mani

In questo contesto la trabeculoplastica laser selettiva (SLT) agisce in sinergia con il trattamento farmacologico per ottenere un abbassamento della pressione oculare ancora più efficace senza costringere il paziente ad aggiungere un ulteriore collirio ipotonizzante alla propria routine quotidiana.

Infine, non meno importante, è il ruolo del trattamento SLT in tutti quei casi di intolleranza o allergia ai principi attivi o ai relativi eccipienti contenuti nei colliri, che rendono l’aderenza alla terapia farmacologica  impossibile.

In ultimo, il trattamento SLT risolve radicalmente le criticità legate alla scarsa aderenza terapeutica, offrendo una soluzione concreta a tutti quei soggetti che, per motivi di gestione o dimenticanza, faticano a rispettare la posologia giornaliera delle gocce oculari.

Effetti collaterali e vantaggi del trattamento SLT

Poiché l’impulso laser del trattamento SLT agisce senza provocare danni termici sui tessuti, i sintomi oculari più comuni riferiti dai pazienti che si sono sottoposti ad una procedura SLT comprendono una sensazione di corpo estraneo nell’occhio interessato ed un leggero arrossamento della congiuntiva subito dopo il trattamento. 

Queste manifestazioni sono generalmente di lieve entità e transitorie, risolvendosi con il supporto di un breve ciclo di colliri ad azione antinfiammatoria prescritti dallo specialista.  

I benefici della SLT si riflettono in modo diretto sulla vita del paziente: in primo luogo, riducono o liberano del tutto il paziente dalla necessità di somministrazioni quotidiane dei colliri ipotonizzanti, azzerando così l’ansia legata a una possibile dimenticanza e garantendo un uguale controllo della pressione intraoculare; il trattamento SLT, inoltre, previene condizioni di occhio secco e irritazioni della superficie oculare spesso causate dall’uso cronico dei colliri glaucomatosi. 

In secondo luogo, trattandosi di una procedura che non richiede l’uso di incisioni sull’occhio, il trattamento SLT elimina alla radice tutte quelle possibili complicanze legate alla chirurgia e al possibile rischio di infezione oculare. 

Un ulteriore grande punto di forza della SLT risiede nella sua ripetibilità: la SLT, non alterando l’architettura del trabecolato, può essere tranquillamente ripetuta nel corso degli anni nel caso in cui l’effetto ipotonizzante dovesse attenuarsi con il tempo.

La trabeculoplastica laser selettiva rappresenta un’alternativa terapeutica mininvasiva per il trattamento del glaucoma: attraverso un approccio conservativo sulle strutture oculari ed è un’ottima soluzione sia nelle fasi iniziali della patologia, sia in quelle avanzate, semplificando un trattamento non efficace o troppo complesso come talvolta risulta, per alcuni pazienti, quello farmacologico. 

Il vero valore aggiunto di questa tecnica è quella di offrire una riduzione stabile della pressione intraoculare svincolando il paziente dall’instillazione quotidiana di più colliri e restituendogli serenità e autonomia. 

Dr. Alessia Bottoni
Biotecnologa e Ortottista esperta in Dry Eye

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