Estate al sole senza dimenticare la salute degli occhi

Quando arriva la bella stagione, complici le giornate più lunghe e le temperature più calde, si trascorre molto più tempo all’aperto, esponendosi maggiormente alla luce del sole. Il sole è da sempre considerato fonte di vita e alleato della salute, tuttavia bisogna prestare attenzione perché la radiazione solare non comporta solo benefici. La luce solare, infatti, presenta delle componenti ad elevata energia – come le radiazioni ultraviolette (UV) – che inducono foto-ossidazione e formazione di radicali liberi, con effetto dannoso sulle cellule e sui tessuti biologici.
Gli occhi sono particolarmente esposti ai possibili danni derivanti dall’interazione con la luce, soprattutto a livello della retina, il sottile e delicato tessuto che contiene i fotorecettori, le cellule nervose responsabili della funzionalità visiva. Purtroppo, però, non tutti ne sono a conoscenza e comportamenti scorretti o “azzardati” possono comportare conseguenze anche molto gravi sulla visione, in particolar modo nelle persone più giovani e nei bambini, che più di tutti sono ignari di questi pericoli.
È bene sapere che il sole può causare una patologia retinica nota come retinopatia solare (o maculopatia solare), che condivide molte caratteristiche con la più nota degenerazione maculare legata all’età, o semplicemente maculopatia, sempre più comune nelle persone anziane. La retinopatia solare, così come la maculopatia, è determinata dall’atrofia dell’epitelio pigmentato retinico seguita dalla morte di una porzione più o meno grande di fotorecettori della macula, la parte centrale e più importante della retina.
La retinopatia solare può essere causata però anche da altre fonti di luce ad elevata energia (laser, saldatori ecc.), sempre se in assenza di adeguate protezioni per gli occhi, per disattenzione o mancanza di informazione, in particolare in alcuni contesti ambientali e lavorativi (cantieri, imbarcazioni ecc.), negli adolescenti e nei bambini. I sintomi della retinopatia solare sono: visione offuscata, percezione di uno scotoma centrale o paracentrale, cromatopsia, metamorfopsia, fotofobia e cefalea, solitamente in entrambi gli occhi ma qualche volta in un solo occhio.
Per diagnosticare correttamente la retinopatia solare e valutare la gravità della patologia si possono impiegare diverse tecniche di imaging, tra cui l’autofluorescenza del fondo (FAF), l’angiografia con fluoresceina (FA), l’elettroretinografia multifocale (mfERG) e l’OCT. Nei pazienti con retinopatia solare l’esame iniziale del fondo oculare può apparire normale o evidenziare un edema maculare che si risolve spontaneamente. Tuttavia, dopo alcuni giorni, a livello della fovea si forma una piccola macchia che inizialmente è di colore bianco-giallastro e in seguito assume una colorazione rossa e forma ben circoscritta, caratteristiche tipiche della retinopatia solare.
La gravità della condizione clinica può variare in base all’intensità, alla durata e allo spettro luminoso della radiazione a cui si è rimasti esposti, ma anche alla pigmentazione dell’occhio, alla chiarezza dei mezzi oculari e alle condizioni ambientali (ad esempio la presenza di superfici riflettenti, la riduzione dell’ozono atmosferico ecc.).
In alcuni pazienti la patologia può essere transitoria, in questo caso la diminuzione dell’acuità visiva può durare meno di un anno e il recupero è spesso correlato all’acuità visiva iniziale, al tasso di recupero visivo iniziale e al grado di deficit visivo subito. In alcuni pazienti si può avere un danno permanente a una parte dei fotorecettori, in questi casi si ha un recupero dell’acuità visiva ma con persistenza di scotomi centrali o paracentrali. Nei pazienti più gravi, con danno ai fotorecettori esteso e permanente, si ha purtroppo la perdita irreversibile della visione.
Poiché non esiste un trattamento per la retinopatia solare, l’unico modo per evitare le sue gravissime conseguenze è prestare attenzione a non esporsi a fonti luminose ad elevata energia senza un’adeguata protezione per gli occhi. L’informazione e la consapevolezza dei pericoli per i nostri occhi devono essere una priorità e rappresentano la migliore arma di difesa per la loro salute. È di fondamentale importanza che questo messaggio arrivi a tutte le persone, in particolar modo ai giovani, ai genitori con bambini piccoli e a tutti coloro che per motivi ambientali o professionali sono esposti a un maggior rischio.

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