Novembre è il mese dedicato alla sensibilizzazione sul diabete, una patologia sistemica cronica che solo in Italia colpisce circa 3,5 milioni di persone. Si tratta di una malattia metabolica caratterizzata da un aumento persistente dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) dovuto a una scarsa o assente produzione di insulina o all’assenza di risposta a questa sostanza. Il diabete può insorgere in due forme principali: il diabete di tipo 1 o giovanile – causato da un meccanismo autoimmune che distrugge le cellule pancreatiche, che in condizioni normali producono l’insulina – e quello di tipo 2 o mellito, che invece si manifesta negli adulti a causa di una ridotta sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina. Alti livelli di glicemia persistenti nel tempo possono danneggiare progressivamente i vasi sanguigni e i nervi, provocando complicanze a carico di vari organi, in particolare cuore, reni e occhi.
A livello oculare, la complicanza più temuta è la retinopatia diabetica, che rappresenta tuttora una delle principali cause di cecità prevenibile nei Paesi industrializzati. Nelle fasi iniziali, anche se sono già presenti alterazioni della microcircolazione retinica, la retinopatia diabetica è spesso asintomatica; la comparsa di sintomi come macchie scure, zone d’ombra o visione offuscata è invece indice di una retinopatia di stadio avanzato.
Negli ultimi anni, diversi studi hanno inoltre dimostrato come il diabete sia strettamente associato a una maggiore incidenza di sindrome da occhio secco una condizione multifattoriale caratterizzata da instabilità del film lacrimale che causa infiammazione della superficie dell’occhio. La secchezza oculare provoca sintomi fastidiosi come arrossamento, bruciore, sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi e visione fluttuante, e può presentarsi in forme diverse: in alcuni casi è dovuto a una ridotta produzione di lacrime (occhio secco iposecretivo), in altri a un’alterazione della componente lipidica che rende la lacrima troppo acquosa e facilmente evaporabile (occhio secco evaporativo).
Nel paziente diabetico la relazione fra glicemia elevata e secchezza oculare è complessa e sostenuta da più fattori. Come emerso da recenti studi sull’argomento, l’eccesso prolungato di zucchero nel sangue genera stress ossidativo e infiammazione oculare tale da danneggiare i piccoli vasi e le ghiandole di Meibomio, responsabili della secrezione della componente lipidica del film lacrimale. Ne risulta una lacrima non impermeabile, meno stabile e meno protettiva, con conseguente aumento dei marcatori infiammatori. A questo si aggiunge il danno ai nervi periferici provocato dal diabete, che riduce la sensibilità corneale facendo sì che molti soggetti diabetici possono non avvertire i sintomi della secchezza degli occhi pur avendo alterazioni oculari riscontrabili ai test lacrimali.
Il diabete rappresenta ancora una patologia progressiva per la quale ad oggi ancora non è disponibile una cura definitiva. Tuttavia, un buon controllo dei livelli glicemici, associato a un’attenta cura della superficie oculare, può ridurre notevolmente il rischio di complicanze oculari: una corretta igiene palpebrale, l’utilizzo di lacrime artificiali senza conservanti, e, nei casi più complessi, terapie mirate a ridurre l’infiammazione e ripristinare la funzione delle ghiandole di Meibomio (luce pulsata), possono risultare efficaci nella gestione dell’occhio secco diabetico.
Mantenere i livelli di glicemia nei range fisiologici attraverso una dieta equilibrata, un’attività fisica regolare – e in alcuni casi, se il medico ritiene corretto prescriverla, una terapia farmacologica ipoglicemizzante personalizzata – è fondamentale non solo per prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2, ma anche per ridurre il rischio di sviluppare complicanze oculari come la retinopatia diabetica e la secchezza oculare. La gravità di queste condizioni, infatti, è strettamente correlata alla durata della malattia e al grado di controllo metabolico: più i livelli glicemici restano stabili nel tempo, minore sarà il rischio di danni permanenti alla retina e alla superficie oculare.
È quindi fondamentale che le persone affette da diabete si sottopongano a visite oculistiche periodiche con particolare attenzione non solo all’esame del fondo oculare per la prevenzione della retinopatia diabetica, ma anche alla valutazione del film lacrimale onde prevenire o gestire correttamente la secchezza oculare.
Dr. Alessia Bottoni
Biotecnologa e Ortottista esperta in Dry Eye