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Corioretinopatia Sierosa Centrale: quando lo stress altera la vista

Tabella dei Contenuti

Il profilo del paziente: l'iperattività che "stanca" la retina

La corioretinopatia sierosa centrale (CSCR) è una patologia oculare che colpisce prevalentemente il genere maschile, soprattutto nella fascia d’età tra i 25 e i 50 anni. I soggetti più a rischio presentano spesso la cosiddetta “personalità di tipo A”: individui iperattivi, competitivi, ansiosi e talvolta aggressivi, frequentemente sottoposti a stress psico-fisico intenso e prolungato.

Immaginiamo un professionista nel pieno di un periodo lavorativo estremamente pressante che percepisce improvvisamente un offuscamento della visione centrale, come una nebbia al centro del campo visivo: questa è la conseguenza della risposta biologica dell’organismo a livelli eccessivi di adrenalina e cortisolo.

Cosa succede all'occhio: le "falle" nella barriera protettiva

La CSCR insorge spesso in periodi di forte stress, quando l’organismo produce una grande quantità di adrenalina e cortisolo. L’aumento eccessivo di questi ormoni dello stress produce un’alterazione dei vasi sanguigni della coroide, il tessuto situato sotto la retina, permettendo al plasma e ad altre sostanze di fuoriuscire dai capillari (essudazione) e accumularsi nello spazio sottoretinico.

Il fluido fuoriuscito dai vasi preme sull’epitelio pigmentato retinico (EPR), che in circostanze normali funge da barriera protettiva per la retina, creando delle “piccole falle” che permettono il passaggio e l’accumulo del fluido sotto la macula, la regione centrale della retina responsabile della visione fine e dettagliata. Si forma così una “bolla” di liquido che altera l’architettura della retina e il funzionamento dei fotorecettori, con conseguenti deficit visivi.

Riconoscere i sintomi: oltre la visione offuscata

I sintomi della CSCR includono:

  • visione centrale offuscata o sbiadita;
  • percezione distorta delle linee rette (metamorfopsia);
  • comparsa di una macchia scura e fissa al centro della visione (scotoma);
  • visione rimpicciolita degli oggetti (micropsia, sintomo caratteristico della CSCR).

È fondamentale non sottovalutare questi segnali d’allarme: se il fluido non si riassorbe, i fotorecettori possono andare incontro ad atrofia e morte cellulare, con danno irreversibile alla visione centrale.

Prevenzione e stile di vita: gestire i fattori scatenanti

La CSCR può andare incontro a remissione spontanea ma anche a recidive. È importante evitare la cronicizzazione della patologia, perché questa aumenta il rischio di danno permanente alla visione.

La guarigione passa principalmente attraverso la riduzione dei fattori di stress: psicoterapia e discipline come lo yoga e la meditazione possono essere di grande aiuto, tuttavia talvolta è necessario apportare cambiamenti più radicali nello stile di vita e nel lavoro.

Un’altra precauzione consiste nell’evitare i farmaci a base di corticosteroidi, sia sistemici sia topici (creme, spray, gocce ecc..): pur non essendo la causa primaria, il cortisone può favorire l’insorgenza o il peggioramento della CSCR e aumentare la frequenza delle recidive.

Il "Golden Standard" e l'eccellenza di RVC

La CSCR tende a risolversi spontaneamente, tuttavia quando essa persiste o si ripresenta frequentemente è necessario un trattamento mirato.

Il trattamento d’elezione per la CSCR è la Terapia Fotodinamica (PDT) a bassa fluenza, che prevede l’infusione endovenosa di verteporfirina seguita dall’irradiazione della macula con un “laser rosso freddo” (non termico). Questo permette di “sigillare” le microlesioni dell’EPR e contenere la dilatazione dei vasi della coroide, con riassorbimento del liquido e ripristino della visione.

Il successo della PDT a bassa fluenza dipende dalla calibrazione precisa di parametri complessi, motivo per cui questa procedura deve essere eseguita in centri altamente specializzati.

Presso Rome Vision Clinic applichiamo questo protocollo utilizzando tecnologie di ultima generazione e avvalendoci di un’esperienza pluridecennale nel trattamento di questa patologia retinica.

Dr. Jung Hee Levialdi Ghiron
Responsabile comunicazione scientifica Rome Vision Clinic

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