Interventi per le Maculopatie

L’ intervento per la maculopatia di tipo essudativo consiste nella farmacochirurgia ovvero delle iniezioni intravitreali di anti-VEGF on label (Lucentis e Eylea). Invece l’intervento per la maculopatia di tipo atrofico, fino a qualche anno fa, era il laser sub-treshold. Da pochi anni è stato introdotto anche un nuovo trattamento laser sottosoglia di nuova generazione (2RT®).

INIEZIONE INTRAVITREALE DI ANTI-VEGF

Le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF per il trattamento della maculopatia essudativa risultano fondamentali nella riduzione dell’edema maculare. Infatti questi farmaci riescono a bloccare la crescita dei neovasi patologici e riuscendo a mantenere una buona visione nel tempo.

L’intervento per la maculopatia essudativa con la terapia con anti-VEGF non permette sempre una guarigione definitiva della malattia. Nonostante questo offre comunque un’importante prospettiva di conservazione della visione e della qualità di vita.
L’intervento si svolge in sala operatoria, in modalità ambulatoriale, e prevede che il paziente, venga preparato con dei colliri anestetici e midriatici.

L’intervento in totale ha una durata di circa 5 minuti ed il paziente potrà decidere il tipo di anestesia al quale sottoporsi. Complicanze ed effetti collaterali sono estremamente rari. Il post-operatorio è privo di particolari fastidi, ma si dovrà effettuare per alcuni giorni una terapia con la somministrazione di alcuni colliri antibiotici e cortisonici.

LASER SUBTHRESHOLD

La possibilità di trattare le drusen della maculopatia atrofica utilizzando un trattamento laser “subthreshold” è una realtà più che datata. Negli anni passati ai risultati altamente positivi riscontrati da numerosi studi sporadici, si sono contrapposti degli studi multicentrici che hanno invece evidenziato una scarsa efficacia del trattamento. Questi ultimi hanno riportato una possibile incidenza di complicanze, quali la comparsa di una neovascolarizzazione coroideale (CNV) post-trattamento.

In realtà i risultati apparentemente soddisfacenti riportati sono stati il frutto di un inappropriato protocollo di studio che non ha mai chiaramente stabilito:

(a) i criteri selettivi necessari per l’arruolamento dei pazienti;

(b) i parametri del trattamento (es. diametro degli spot laser, intensità dell’emissione laser espressa in milliwatt, persistenza dell’irradiazione laser espressa in millisecondi, etc.);

(c) l’individuazione precisa delle lesioni (drusen) da trattare.

L’evoluzione della tecnologia laser ha permesso di realizzare un nuovo strumento denominato laser 2RT. Questo laser è progettato appositamente per trattare i pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età di tipo atrofico allo stadio iniziale o intermedio. Il trattamento laser 2RT emette un fascio di luce laser che rimane sempre al di sotto della soglia di energia che causerebbe un danno irreversibile al tessuto retinico. Riuscendo allo stesso tempo comunque a mantenere un’energia sufficiente a stimolare nella retina una risposta biologica riparatrice. Questa caratteristica del laser 2RT si basa su una tecnologia avanzata che genera un fascio di luce laser di durata estremamente breve (3 nanosecondi) e un’energia molto piccola (dell’ordine dei centesimi di millesimi di joule).

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