LA NOSTRA TECNOLOGIA

In questa sezione troverete descritte tutte le apparecchiature più moderne per una diagnosi accurata presenti all’interno del nostro centro. Gli strumenti descritti sono elencati qui di seguito in ordine alfabetico.

Esami Diagnostici

OCT/SD Heidelberg Engineering

L’ OCT è uno strumento che permette in multimodalità (oftalmoscopia confocale a scansione laser e tomografia Spectral Domain) di acquisire immagini di segmenti anatomici della retina ad altissima definizione, inoltre permette lo studio nel dettaglio dei singoli strati retinici con ricostruzione delle immagini in 3D della macula (<7 micron) e permette anche di ripetere le scansioni in automatico con un accurato sistema di eye-tracking. Permette inoltre lo studio dell’epitelio pigmentato retinico (EPR) con l’acquisizione in Autofluorescenza (BluePeak) in modo rapido e senza mezzo di contrasto. Lo strumento è un valido supporto anche nello studio del nervo ottico, poiché permette l’analisi sia della sua morfologia che delle fibre nervose retiniche che in esso confluiscono (analisi RNFL).

perimetria computerizzata humphrey matrix

Perimetria Computerizzata Matrix FDT

Il campimetro computerizzato Matrix-FDT, permette di identificare precocemente eventuali alterazioni o deficit del campo visivo, attraverso l’analisi delle cellule M (sottopopolazione delle cellule gangliari), per la diagnosi precoce del glaucoma, in maniera rapida, circa 6 minuti per occhio, con possibilità di adattare la velocità di presentazione del pattern in funzione dell’età.  Il software di “analisi di progressione” dell’Humphrey Field Analyzer (GPA) differenzia con grande accuratezza la progressione statisticamente significativa della perdita del campo visivo dalla variabilità casuale. L’analisi si basa sui risultati della variabilità riscontrata nei diversi stadi di perdita del campo visivo nel glaucoma, acquisiti da vari studi clinici multicentrici condotti in tutto il mondo. Il rilevamento della perdita precoce del campo visivo, già riscontrabile nelle sue fasi asintomatiche, lo ha reso uno standard migliorativo e cumulativo alla convenzionale perimetria di riferimento internazionale Humphrey HFA. Il suo utilizzo, associato all’analisi delle fibre nervose del nervo ottico (RNFL) eseguito con i diversi tipi di OCT, permette oggigiorno una diagnosi certa della malattia glaucomatosa, anche nelle sue primissime fasi, con una accuratezza e precisione fino ad oggi non immaginabili.

fluorangiografia

Angiografia a Fluorescenza e con Verde Indocianina

L’angiografia è un esame diagnostico che permette di visualizzare in modo dettagliato i vasi sanguigni del fondo oculare. Questa tecnica consente di diagnosticare patologie retiniche di origine vascolare, di pianificare e guidare l’esecuzione dei trattamenti e di monitorarne gli effetti. L’esame prevede l’utilizzo di un mezzo di contrasto innocuo che viene iniettato in una vena del braccio. La presenza del colorante nel circolo sanguigno permette di visualizzare la componente vascolare della retina (con la fluoresceina) o della coroide (con l’ indocianina).

Interferometria IOL MASTER

Lo IOL MASTER è una biometria ad alta velocità senza contatto, che permette di ridurre al minimo i tempi di acquisizione della misurazione della lunghezza del bulbo oculare (lunghezza assiale) e della cheratometria (curvatura corneali) in modalità Dual Mode. Lo IOL Master è estremamente utile per monitorare la crescita del bulbo oculare nei bambini, anche in età pediatrica nel caso nella miopia e nell’ipermetropia assiale, per poter monitorare la cataratta e per la scelta del potere della lente intraoculare da impiantare (IOL). Lo IOL Master rappresenta anche il più sofisticato biometro “non-contact” che proprio per la mancanza di un contatto ed una possibile “indentazione” corneale permette di acquisire dei dati più precisi se paragonati ai convenzionali biometri ecografici (A-scan) che deformando la superficie corneale determina un errore – pur lieve – della misurazione e del calcolo complessivo del cristallino artificiale (IOL) da impiantare durante l’intervento di cataratta.

Retinografia Ultra-widefield

Il Clarus 500 è la più recente fundus camera a colori che permette di catturare immagini ultra-widefield raggiungendo i 200° e può, inoltre, acquisire immagini in autofluorescenza (FAF) ad alta risoluzione, FAF blu e FAF verde. La retinografia permette di esaminare il fondo oculare analizzando il corpo vitreo, la retina, la macula e la testa del nervo ottico. In particolare la retinografia serve per la diagnosi ed il monitoraggio di patologie riguardanti i vasi sanguigni della retina, come problemi di circolazione legati a diabete od ipertensione, ad individuare lesioni della retina nei casi di distacco della retina e a monitorare lo stato della macula nel caso di maculopatie. Con la retinografia si può controllare lo stato di salute della testa del nervo ottico, che subisce danneggiamenti in presenza di glaucoma.

Microperimetria

Il microperimetro MAIA è uno strumento ad alta automatizzazione per la valutazione della funzionalità della macula, ideale per la diagnosi precoce e il follow-up delle degenerazioni maculari e di altre patologie retiniche.

ecografo eye cube

Ecografia Eye Cubed

L’ecografo Eye Cubed permette di eseguire, in alta definizione, ecografie in modalità A-Scan, B-Scan e con apposite sonde accessorie di acquisire particolari informazioni anatomiche a carico del segmento anteriore (UBM-simili).

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Potenziali Evocati Visivi

I Potenziali Evocati Visivi (PEV) permettono di studiare la conduzione dell’impulso nervoso lungo le vie ottiche dalla retina fino alla corteccia celebrale occipitale adibita alla visione (area 17-18-19). Attraverso elettrodi cutanei viene registrata l’attivazione della corteccia occipitale in relazione a uno stimolo visivo costituito o da un pattern non strutturato (Flash) o da un pattern strutturato (scacchiera di quadrati bianchi e neri) che invertono la loro posizione con frequenza regolare. I PEV registrano le modifiche del potenziale bioelettrico della corteccia occipitale in relazione allo stimolo visivo e sono dunque espressione dell’integrità funzionale delle vie visive.

elettroretinogramma

Elettroretinogramma (ERG)

L’elettroretinogramma è un esame diagnostico comunemente usato in oculistica che permette di osservare il comportamento della retina in seguito ad uno stimolo luminoso. Come tutti i tessuti nervosi, infatti, anche la retina genera impulsi elettrici. In determinate condizioni di luce si possono avere delle alterazioni in base alle quali lo specialista determina lo stato di salute di alcune cellule che si trovano al suo interno come ad esempio per i coni e bastoncelli: i coni sono sensibili solo alla luce intensa diurna e permettono di distinguere bene forma e colore degli oggetti; i bastoncelli sono sensibili alla luce tenue, non distinguono i colori ed intervengono principalmente nella visione notturna. L’ERG serve inoltre per diagnosticare eventuali anomalie nelle cellule di Müller, che apportano nutrimento alla retina e in quelle bipolari, che svolgono un ruolo chiave sul corretto funzionamento del nervo ottico.

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Campo Visivo HFA-III

L’ Humphrey Field Analyzer (HFA) rappresenta lo standard riconosciuto per la diagnosi e il trattamento del glaucoma. Il Campimetro HFA II-750 presenta le strategie di prova SITA standard.Il software di “analisi di progressione” dell’Humphrey Field Analyzer (GPA) differenzia con grande accuratezza la progressione statisticamente significativa della perdita del campo visivo dalla variabilità casuale. Utilizzando delle esclusive tecniche di sincronizzazione, SITA è straordinariamente sensibile ai tempi di reazione del paziente rendendo l’esecuzione dell’esame molto più rapida e più semplice, conservando sempre una grande precisione nell’acquisizione. Il monitoraggio di fissazione brevettato di HFA II traccia ed allinea automaticamente la posizione della testa e dell’occhio per incrementare l’affidabilità dell’esame.

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OCT/SD Cirrus 500

Il CIRRUS HD-OCT 500 è un Tomografo a Coerenza Ottica ad alta risoluzione (Spectral Domain HD). Offre un’analisi precisa della morfologia e spessore della macula, del nervo ottico e delle sue fibre (analisi RNFL), con mappe dettagliate degli strati retinici e oltre 100 scansioni acquisite in pochi secondi, per poter meglio definire, predire, e monitorare le patologie maculari e le patologie del nervo ottico, come il Glaucoma. Il CIRRUS HD-OCT 500 permette inoltre la visualizzazione in 3D del segmento anteriore, la misurazione dello spessore corneale, lo studio della sua morfologia ed i rapporti esistenti tra la superficie anteriore iridea e l’angolo camerulare.

tonometria

Tonometria

È una tecnica diagnostica per la determinazione del tono oculare, ossia della pressione interna dell’occhio. Il valore pressorio intraoculare (IOP) viene misurato in millimetri di mercurio (mmHg). Esistono diverse modalità di acquisizione della IOP: gli strumenti più usati nella pratica clinica sono (a) il tonometro ad applanazione di Goldman, (b) il tonometro a soffio, (c) il Tonopen®, (d) il tonometro ad indentazione di Schioetz, (e) il tonometro dinamico di Pascal®. Una pressione intraoculare troppo alta può essere il primo segno di una ipertensione oculare, di un glaucoma iniziale o conclamato.  La sua misurazione nel tempo assume un particolare significato nei pazienti che sono già in terapia con farmaci ipotonizzanti.

pachimetria corneale a contatto

Pachimetria a Contatto

Permette la misurazione dello spessore corneale per monitorare alcune patologie corneali (astigmatismo corneale, cheratocono, cornea guttata, edema corneale, etc.) ed allo stesso tempo rappresenta un esame fondamentale per la selezione dei pazienti candidati alla chirurgia refrattiva che devono presentare uno spessore minimo corneale adatto al trattamento cui vogliono sottoporsi per correggere definitivamente il proprio difetto refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo).

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Orbscan IIz

L’Orbscan IIz integra il convenzionale disco di Placido con una doppia lampada a fessura che permette di valutare adeguatamente anche lo strato corneale posteriore che è il primo ad essere interessato nello sviluppo iniziale e nella progressione del cheratocono. Questo strumento diagnostico permette in primo luogo di valutare lo specifico potere refrattivo dei diversi quadranti corneali ed il rispettivo spessore corneale. Durante l’acquisizione dei dati, meno di 2 secondi, lo strumento è in grado infatti di analizzare oltre 9.000 singoli punti. La possibilità offerta dall’Orbscan di individuare patologie oculari o anormalità esistenti a carico della superficie posteriore della cornea permette di escludere anticipatamente dalla chirurgia refrattiva quei pazienti in cui esse sono presenti, aumentando considerevolmente la sicurezza della pianificazione ed ottimizzando di fatto i risultati post-operatori.

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Topografia

Il Topografo corneale convenzionale è uno strumento che permette di ricostruire mediante una serie di anelli concentrici (disco di Placido) proiettati e riflessi sulla superficie anteriore della cornea, le variazioni della sua curvatura. Un sofisticato sistema di analisi computerizzata valuta con grande precisione i valori cheratometrici (curvatura corneale) acquisiti che vengono espressi in diottrie (D) e quindi rappresentati per una più agevole interpretazione con degli pseudo-colori. La topografia è particolarmente utile anche nella valutazione di astigmatismi particolarmente elevati acquisiti a seguito di patologie corneali di carattere infettivo (es. Herpes simplex, Acanthamoeba Keratitis, etc.), traumatici o post-chirurgici (es. trapianto di cornea, etc.). Peraltro, i valori ottenuti dalla misurazione dei parametri corneali sono parte integrante ed imprescindibile della maggior parte degli interventi chirurgici del segmento anteriore (es. intervento di cataratta). Solo dopo avere effettuato una topografia corneale è possibile valutare la fattibilità e quindi pianificare un intervento di chirurgia refrattiva, sia esso finalizzato alla correzione dell’astigmatismo, dell’ipermetropia che della miopia. Ciò consente di quantificare con estrema precisione la presenza di astigmatismi regolari e irregolari e per monitorare alcune particolari patologie corneali potenzialmente evolutive prime fra tutte il cheratocono.

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Scheimpflug Camera PENTACAM

La Pentacam integrando un sistema di illuminazione a fessura con una Scheimpflug camera permette di valutare nell’ambito del segmento anteriore la cornea, l’iride ed il cristallino elaborando un modello matematico della loro curvatura. Lo strumento cattura una serie di immagini del segmento anteriore dell’occhio (cornea/iride/cristallino) attraverso una misurazione eseguita con un movimento di rotazione per evitare errori derivanti da una scansione orizzontale. Questo processo di acquisizione delle immagini, fornisce un modello in tre dimensioni (3D) delle strutture esaminate. Il software HR Pentacam calcola un modello 3D dei valori ottenuti sulla base dei dati di elevazione misurati, consente lo studio della densitometria ottica corneale e fornisce importanti informazioni cliniche sulla cheratometria e pachimetria della cornea, valutando anche la faccia posteriore della cornea. Inoltre fornisce al medico e al paziente immagini intuitive sull’opacità della cornea o del cristallino (cataratta) o sull’effettivo posizionamento di un eventuale cristallino artificiale (IOL) impiantato. L’acquisizione delle immagini del segmento anteriore dell’occhio dura meno di due secondi durante i quali vengono effettuate 50 scansioni ed analizzati fino a 138.000 valori di elevazione reali. Nel contempo, ogni possibile movimento oculare che può avvenire durante il processo di acquisizione viene corretto automaticamente.

La Pentacam è diventato nel tempo uno strumento indispensabile per lo studio delle diverse strutture del segmento anteriore:

 – Cornea: per pianificare la chirurgia refrattiva e valutarne i risultati e per individuare e monitorare nel tempo le patologie corneali (es. cheratocono)

Cristallino: per monitorare nel tempo la progressione dell’opacizzazione del cristallino naturale (cataratta) ed ottimizzare la pianificazione chirurgica degli interventi del segmento anteriore (facoemulsificazione ed impianti di lenti fachiche)

Camera anteriore: per valutare i rapporti esistenti fra iride/cristallino/angolo camerulare, eseguendo così uno screening per il glaucoma e valutare i cambiamenti della camera anteriore prima e dopo interventi quali chirurgici e para-chirurgici come, rispettivamente, l’iridectomia e l’iridotomia.

Terapie Laser

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Fotocoagulazione Laser Retinica

VISULAS® 532s è un laser a diodo a duplicato di frequenza allo stato solido. Il suo sistema assicura un’eccellente stabilità temporale della potenza del laser e, nel contempo, soddisfa i requisiti di riproducibilità dei risultati clinici. In particolare, è studiato per la fotocoaugulazione retinica ad esempio per i pazienti che hanno delle rotture retiniche periferiche o lesioni come lo sviluppo di zone retiniche ischemiche periferiche dovute dalla retinopatia diabetica o dall’occlusione venosa retinica.

Trabeculoplastica Laser Selettiva

La “trabeculoplastica laser convenzionale” è una procedura parachirurgica utilizzata per il trattamento del glaucoma primario ad angolo aperto. In questo caso, il trattamento laser si effettua sul trabecolato corneo-sclerale, la struttura oculare responsabile del drenaggio dell’umore acqueo e la cui ostruzione provoca un aumento della pressione intraoculare (IOP) responsabile del glaucoma, aumentandone percentualmente la porosità e la capacità drenante. In alternativa alla trabeculoplastica convenzionale si può utilizzare una “trabeculoplastica laser selettiva” (SLT) che mediante un’irradiazione “selettiva” delle cellule pigmentate del trabecolato permette d’incrementare il deflusso dell’umore acqueo, senza alcun danno collaterale di tipo termico e con minore rischio d’indurre effetti collaterali indesiderati di tipo cicatriziale. Entrambi i tipi di trattamento sono efficaci, durano pochi minuti, sono indolori e minimamente invasivi inoltre di solito non comportano rischi o complicanze.  I trattamenti sono ripetibili senza alcuna conseguenza, qualora nel tempo perdano in parte la loro efficacia.

Iridotomia Laser

L’iridotomia YAG laser è un intervento para-chirurgico che viene eseguito per prevenire nei soggetti a rischio la comparsa di un glaucoma acuto da blocco irido-lenticolare o per interromperlo nei casi in cui esso si è già verificato. L’elevato e repentino aumento della pressione intraoculare (IOP), che nel glaucoma acuto può superare i 60-70 mmHg, rappresenta una delle più gravi emergenze oftalmiche che può portare a cecità completa e irreversibile in brevissimo tempo. L’intervento consiste nella creazione di un piccolo foro nell’iride che consente di ripristinare il deflusso dell’umor acqueo impedito dalla presenza di un “blocco” creatosi tra la superficie posteriore dell’iride e quella anteriore del cristallino, con immediato abbassamento della IOP. La preparazione al trattamento YAG è molto semplice e consiste nell’instillazione di alcune gocce di un collirio anestestico sulla superficie della cornea e nell’applicazione indolore di una speciale lente a contatto che permette di focalizzare il raggio laser sull’iride ed eseguire il trattamento. Se il laser YAG viene eseguito con finalità preventive, il paziente può riprendere le sue normali attività avendo permanentemente scongiurato il rischio di un attacco di glaucoma acuto.  Se invece il trattamento viene effettuato in fase acuta, bisognerà essere ben certi che la pressione oculare abbia nuovamente e rapidamente raggiunto dei valori tali da essere compatibili con la normale funzionalità nel tempo del nervo ottico. Nella maggior parte dei casi viene contestualmente prescritta una terapia farmacologica (locale o sistemica) che contribuisce a ridurre il valore della IOP. Sebbene non completamente esente da possibili effetti collaterali legati all’intervento (es. micro-emorragie iridee, infiammazione e transitorio rialzo pressorio oculare) questi sono assolutamente trascurabili rispetto ai danni irreversibili alla visione che deriverebbero dall’assenza del trattamento.

2RT-laser_trattamento_maculopatia

Laser 2RT

L’introduzione di una nuova innovativa terapia laser a nanosecondi (2RT®) ha aperto per la prima volta una concreta e comprovata strada nel trattamento della AMD di tipo atrofico. Nel 2018 uno studio multicentrico randomizzato ha dimostrato che nei pazienti con AMD atrofica, adeguatamente selezionati, il trattamento con laser 2RT® è capace di rallentare fino a quattro volte e nel 76% dei pazienti la progressione della malattia verso le forme più evolute: l’atrofia geografica (GA) e la maculopatia essudativa (CNV).  Il primo “trial” clinico pubblicato su questa tecnologia (LEAD) ha riscosso un successo tale da stimolare l’esecuzione di altri trials clinici che, con diversi approcci e tecnologie, intendono validare ulteriormente questa tecnica attualmente limitata a centri di altissima specializzazione per renderla fruibile su larga scala a tutti quei pazienti che potenzialmente ne possono ottenere beneficio. Il laser 2RT® oltre che per la degenerazione maculare legata all’età (AMD) di tipo atrofico può essere utilizzato per il trattamento di altre patologie retiniche di particolare incidenza e importanza, quali la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR) e l’edema maculare diabetico (DME) che, pur con differenti meccanismi di azione, individuano proprio nell’epitelio pigmentato retinico (RPE) il “primum movens” delle rispettive patologie. Il trattamento laser 2RT® viene effettuato in modalità ambulatoriale, non è invasivo, è assolutamente indolore, dura pochi minuti ed è, dove necessario, ripetibile nel tempo.

Vitreolisi

La vitreolisi è un trattamento laser di ultima generazione utilizzato per eliminare i corpi mobili vitreali che interferiscono nella visione. La vitreolisi dura pochi minuti e richiede la dilatazione della pupilla con colliri midriatici e l’utilizzo di alcune gocce di anestetico per l’applicazione di una lente a contatto necessaria per individuare e colpire con precisione i corpi mobili all’interno dell’occhio. La procedura si avvale di una radiazione laser a nanosecondi che permette di colpire i corpi mobili causandone la sublimazione, ossia il passaggio dallo stato solido a quello gassoso, con formazione di microbolle che vengono riassorbite rapidamente. Nei casi in cui la massa vitreale da trattare sia troppo grande, si cerca di utilizzare il laser per renderla di dimensioni più piccole e allontanarla dall’asse ottico. La vitreolisi è solitamente in grado di ripristinare una visione normale e il trattamento è ripetibile qualora nuovi corpi mobili vitreali dovessero ripresentarsi.

Capsulotomia YAG Laser

La capsulotomia posteriore è un trattamento laser che risulta indispensabile nel momento in cui la capsula, il tessuto trasparente che avvolge il cristallino artificiale (IOL), va incontro ad un processo di opacizzazione, chiamato fibrosi capsulare.

Ciò si verifica nella maggior parte delle persone che hanno subito un intervento di cataratta, mesi o anni dopo l’intervento, e provoca un nuovo annebbiamento della visione che viene spesso impropriamente indicato come cataratta secondaria. La capsulotomia posteriore si avvale di un laser YAG di nuova generazione che utilizza una quantità di energia inferiore ad altri laser per praticare un’incisione sulla superficie posteriore della capsula opacizzata, ne consegue un trattamento di elevata precisione, utilizzando una quantità minima di energia laser liberando così l’asse ottico e ripristinando una visione nitida, senza la necessità di sottoporre nuovamente il paziente a un intervento chirurgico. La capsulotomia posteriore viene effettuata in modalità ambulatoriale, non è invasiva, è assolutamente indolore e dura pochi secondi.

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