Sento i colori e vedo i suoni!

Sento i colori e vedo i suoni!

La sinestesia è un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una contaminazione dei sensi nel processo percettivo: la stimolazione di uno dei 5 sensi induce una percezione sensoriale simultanea differente. È un fenomeno che consiste nel provare, attraverso uno stimolo visivo, tattile o uditivo, un’altra percezione sensoriale che lo accompagna. Le parole possono evocare sapori, i numeri colori, e anche il dolore può essere accompagnato da un sapore, un colore, un altro sentimento o una sensazione tattile. 

È una condizione piuttosto rara, si parla del 4-5% della popolazione con una prevalenza del 21% dei sinestetici con sinestesia visuo-acustica; non stiamo parlando di una patologia, ma di un modo diverso e più ricco di percepire il mondo.

Esistono diverse forme di Sinestesia

la sinestesia grafema-colore, in cui una lettera, un numero o un’intera parola si associano a un colore

la visuo-acustica nella quale ad un oggetto, un movimento o a qualcosa di percepito con gli occhi si associa un suono,

la tattile laddove vedendo qualcuno che prova certe sensazioni fisiche si prova la stessa sensazione nello stesso punto del corpo,

la lessicale-gustativa nella quale leggendo alcune parole si percepisce uno specifico gusto.

La sinestesia risulta innocua, tuttavia quella più spiacevole risulta quella visuo-tattile, dal momento che per esempio capita di sentire dolore vedendo una persona tagliarsi un dito. 

Sinestesia e convergenza sensoriale

Quando la musica si trasforma in una valanga di colori

Alcune persone quando ascoltano musica percepiscono anche dei colori: una certa melodia può dare vita ad una valanga di colori, perché ognuno di essi è associato a una nota musicale. La sinestesia nella quale il riconoscimento dei suoni si traduce in identificazione di colori prende il nome di cromostesia. Questa contaminazione sensoriale avviene normalmente a senso unico: vedo una nota musicale come un colore, ma quel colore non richiama quella stessa nota.

A differenza di quanto si possa pensare, però, la cromostesia non funziona sempre allo stesso modo, ovvero non è detto che tutte le persone sinestetiche associno lo stesso colore alla stessa musica, infatti la scelta di un colore viene influenzata da fattori quali la velocità, l’intensità, il volume, la tonalità, le armonie, la complessità, la nitidezza e le emozioni. In definitiva, la scelta di un colore associato ad una musica dipende sia dalle caratteristiche intrinseche musicali, sia dalle emozioni che queste suscitano nell’ascoltatore.

La sinestesia in forma pura si manifesta automaticamente come fenomeno percettivo e non cognitivo. Il fenomeno è involontario, ma una maggiore attenzione prestata dal soggetto può evocarlo con maggiore consapevolezza, al punto che il sinesteta puro, vedendo i suoni e sentendo i colori, può riuscire a trarre vantaggio da queste contaminazioni sensoriali. È noto infatti che artisti quali Kandinsky, Vincent Van Gogh, David Hockney, Nikolai Rimsky-Korsakov, Leonard Bernstein o Duke Ellington associassero determinati colori alla musica. La leggenda del jazz Duke Ellington associava il blu scuro alla nota Re e un azzurro chiaro al Sol, per Kanye West il pianoforte emette un colore blu, il rullante della batteria un suono bianco mentre il basso è marrone scuro. Altri come Billy Joel e Mary J. Blige, hanno dichiarato di avere questa particolarità sensoriale, che li stimola nella creatività.

La sinestesia può essere ereditata perché recenti studi hanno confermato una componente biologica e genetica; tuttavia si eredita la condizione ma non il modo di percepirla, nel senso che la sinestesia può riguardare altri sensi e l’intensità con cui è percepita può essere differente.

Nei bambini le varie aree cerebrali sono iperconnesse, poi la percezione si affina. L’ipotesi è che nei sinestetici questo accada in misura minore e quindi le connessioni, più forti del normale si mantengano; ciò porta ad un più ricco flusso di informazioni tra le aree cerebrali, ad un’integrazione multisensoriale maggiore, che si traduce nella fusione dei sensi. 

Questo fenomeno si verifica in persone che percepiscono in modo speciale l’ambiente che le circonda, sin dalla nascita e probabilmente per motivi ereditari. Tuttavia, dal momento che alla base di tutto questo ci sono connessioni ridondanti delle sinapsi celebrali che non sono state eliminate durante la crescita, si crede che la sinestesia si possa indurre con la pratica o con la stimolazione cerebrale fatta con l’uso di droghe allucinogene o in via alternativa attraverso l’ipnosi.

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