Cataratta Secondaria

PATOLOGIA

La cataratta secondaria o fibrosi capsulare é il processo di fibrosi della capsula posteriore che si opacizza causando un annebbiamento della visione.

La cataratta secondaria si manifesta nella quasi totalità delle persone che si sono sottoposte precedentemente all’intervento di cataratta. In questi pazienti, la capsula posteriore (l’unica parte del vecchio cristallino che viene mantenuta in situ su cui appoggiare il nuovo cristallino artificiale) va incontro ad un processo di progressiva fibrosi, a seguito del quale si opacizza, interferendo nuovamente con la visione del paziente. Questo fenomeno prende il nome di fibrosi capsulare o indicata più comunemente come cataratta secondaria.

La cataratta secondaria può svilupparsi in un intervallo molto variabile compreso tra 3/6 mesi fino ad alcuni anni dopo l’intervento di cataratta. Contrariamente a quanto spesso ritenuto dai pazienti, lo scadimento visivo che si avverte non dipende dall’opacizzazione del cristallino artificiale (Intra Ocular Lens IOL) impiantato che rimane perfettamente trasparente per tutta la vita del paziente ma esclusivamente dalla fibrosi della capsula posteriore sulla quale è posizionata la lente. E’ pertanto improprio indicare al paziente la necessità di “pulire” il cristallino artificiale con un trattamento laser YAG.

La cataratta secondaria e intervento Yag Laser

DIAGNOSI

La diagnosi è semplice e veloce e può essere effettuata già semplicemente osservando il paziente con lampada a fessura. Per ottenere un dato oggettivo certo è utile quantificare l’interferenza creata dalla fibrosi capsulare eseguendo un esame chiamato Interferometria (analisi del percorso luminoso all’interno dell’occhio). Questo esame diagnostico può essere effettuato con diversi strumenti ma preferibilmente mediante lo IOL Master o la PentacamAXL. Entrambi gli strumenti, elaborano un tracciato che evidenzia in modo semi quantitativo il grado di opacizzazione della capsula posteriore e l’interferenza che ne consegue suggerendo il miglior “timing” per la sua rimozione mediante trattamento para chirurgico ambulatoriale con laser YAG.

SINTOMI

Solitamente i sintomi della cataratta secondaria sono facili da riconoscere. A distanza di qualche mese o anno dall’intervento chirurgico di cataratta, il paziente può riferire una visione offuscata come prima dell’intervento o può avvertire, particolarmente durante le ore notturne, un effetto di diffrazione molto fastidioso ogniqualvolta si fissano le luci dei lampioni o i fari delle macchine che appaiono frastagliate, allungate e colorate.

TRATTAMENTO

Capsulotomia Laser YAG

L’impedimento visivo causato dalla cataratta secondaria può essere facilmente eliminato mediante un trattamento laser denominato capsulotomia posteriore con laser YAG (Yttrium Alluminium Garnet).

Questo trattamento laser è veloce, indolore e produce nella capsula posteriore ormai fibrotica una piccola apertura che libera l’asse ottico dall’opacità e ripristina una visione perfettamente nitida. Il trattamento laser viene effettuato ambulatorialmente, non è richiesto l’utilizzo di gocce midriatiche per la dilatazione del paziente. L’unico collirio che deve essere instillato alcuni minuti prima è un anestetico locale per facilitare il posizionamento di una lente a contatto sulla superficie della cornea garantendo l’assenza di qualsiasi sensazione di disagio.

Una volta diagnosticata la cataratta secondaria, è bene non aspettare troppo prima di eseguire la capsulotomia laser YAG poiché, se il processo fibrotico avanza troppo, l’incisione della capsula con il laser potrebbe risultare più difficoltosa, necessitando l’utilizzo di una maggiore energia. Questo aumento di energia, direttamente proporzionale alla fibrosi riscontrata può determinare degli effetti collaterali, più o meno importanti, in seguito al trattamento laser.

intervento di cataratta secondaria o capsulotomia yag laser

Capsulotomia Laser YAG a nanosecondi

Al fine di ridurre al minimo gli effetti collaterali e le eventuali complicanze e ottimizzare la sicurezza del trattamento è stato recentemente introdotto un innovativo laser YAG a nanosecondi che emette una radiazione luminosa della durata di una frazione di miliardesimi di secondo.  Questa peculiare e unica caratteristica rende quasi impossibile la propagazione dell’onda d’urto emessa dal laser eliminando il possibile conseguente “effetto domino”, caratterizzato dalla trasmissione dell’energia dalla capsula posteriore attraverso il corpo vitreo fino alla retina, approssimando verso lo zero il rischio di possibili complicanze. Ciò è particolarmente utile in tutti i pazienti ma risulta necessario nei pazienti che già presentano altre patologie retiniche quali l’edema maculare diabetico, l’edema maculare cistoide, il pucker maculare, il foro maculare lamellare, la trazione vitreomaculare (VMT) e altre patologie che potrebbero aggravarsi con l’utilizzo di un convenzionale laser YAG.

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