Miopia

PATOLOGIA

La Miopia è un difetto refrattivo legato alla lunghezza del bulbo oculare che, agli esami strumentali, risulterà più lungo del normale (23,0-23,5mm).

In un occhio che non soffre di miopia (emmetrope) i raggi luminosi vengono messi a fuoco sulla retina, generando un’immagine nitida. Nell’occhio miope invece i raggi vengono messi a fuoco davanti la retina e maggiore è il difetto visivo, minore è la distanza alla quale il paziente riesce a vedere bene.

In base alla sua entità la miopia può essere definita lieve (fino a 3 D), media (da 3 a 6 D) o elevata (oltre le 6 D).

I fattori che possono produrre una refrazione miopica sono:

Una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. La miopia, specialmente se elevata, ha spesso origine da un’imperfetta geometria del bulbo oculare, che risulta troppo allungato. In questo caso si parla di miopia assiale nella quale i raggi luminosi che attraversano la cornea e il cristallino, anche in assenza di deviazioni da parte di queste lenti, saranno messi a fuoco davanti al piano retinico. Anche in questo caso persisterà una difficoltà nel mettere a fuoco oggetti lontani.

Una curvatura superiore alla norma della cornea o delle superfici del cristallino: se la cornea e/o il cristallino presentano un potere di messa a fuoco superiore al normale, l’immagine dell’oggetto osservato sarà focalizzata davanti al piano retinico; in questa situazione gli oggetti lontani non potranno essere messi a fuoco distintamente e si avrà un difetto refrattivo che prende il nome di miopia refrattiva.

Un indice di refrazione del nucleo del cristallino superiore alla norma (miopia d’indice)

Difetti refrattivi: visione di occhio affetto da miopia

SINTOMI

Una visione sfuocata da lontano ed una visione nitida da vicino e mal di testa nel tentativo di mettere a fuoco.

DIAGNOSI

È possibile diagnosticare una miopia durante una visita oculistica, sia con la semplice lettura dei caratteri della tabella ottotipica, sia con un’approfondita indagine strumentale.

Gli esami strumentali più utilizzati sono:

l’Autorefrattometria che fornisce parametri anatomici corneali e di refrazione

lo IOL Master che misura la lunghezza del bulbo oculare (la principale causa di miopia)

la Topografia che individua possibili alterazioni di asimmetria corneale che possono dare origine a difetti miopici e la pachimetria che calcola lo spessore corneale completo

l’Ecografia B-Scan per valutare la presenza di alterazioni di carattere morfologico strutturale e di degenerazioni della retina periferica dovute all’eccessivo allungamento del bulbo oculare, nei pazienti molto miopi.

TRATTAMENTO

COME VEDE UN MIOPE

Il paziente affetto da miopia vede nitidamente da vicino ma sfuocato a distanza. Il grado di sfocatura aumenta proporzionalmente alla severità della miopia stessa. Ad esempio, come mostrato nell’immagine, un paziente con una miopia di tre diottrie vedrà gli oggetti perfettamente nitidi fino ad una distanza di 30 centimetri e sfuocati oltre tale distanza.

Miopia e visione sfuocata

CORREZIONE

La miopia è corretta con l’utilizzo di occhiali da vista con lenti biconcave o divergenti, a potere diottrico negativo, con una gradazione adeguata al difetto visivo. In alternativa agli occhiali, specialmente nei pazienti con miopia elevata, possono essere utilizzate le lenti a contatto.

TERAPIA CHIRURGICA

Oggi la miopia può essere corretta (o diminuita sensibilmente) in modo permanente grazie alla chirurgia refrattiva. Esistono diverse tecniche di chirurgia refrattiva, ma tutte si basano sulla modificazione della curvatura, e quindi del potere diottrico, della cornea in modo tale da compensare il difetto refrattivo. A seconda dello spessore della cornea del paziente, è oggi possibile correggere miopie che arrivano fino a 10 diottrie.

Attraverso la chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri è possibile compensare il difetto refrattivo, eliminando la correzione con gli occhiali o con lenti a contatto.

L’intervento di chirurgia refrattiva per la miopia viene eseguito in anestesia locale, senza alcun tipo di dolore sia nella fase intraoperatoria che nel post-operatorio. L’intervento ha una durata di qualche minuto e consiste nel modificare la curvatura della superficie corneale. Il “laser ad eccimeri” nell’intervento di PRK (Photo Refractive Keratectomy) permette di conseguire una disintegrazione o “vaporizzazione” della struttura corneale più superficiale, cioè l’epitelio corneale, la membrana di Bowman ed una parte dello stroma. Grazie a questo intervento chirurgico le immagini vengono rifocalizzate sul piano retinico più precisamente nella zona maculare. Il paziente tornerà a vedere correttamente in maniera nitida in tempi brevissimi senza aver più bisogno né di occhiali né di lenti a contatto. Nell’intervento I-LASIK (Intra-Laser In Situ Keratomileusis) il “laser ad eccimeri” si utilizza in combinazione a un “laser a femtosecondi”. Quest’ultimo emette un treno di impulsi consecutivi con intervalli dell’ordine del milionesimo di miliardesimo di secondo. Nell’intervento SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) l’intera procedura chirurgica avviene utilizzando esclusivamente il “femto-laser” che permette di creare un lenticolo corneale intrastromale poi estratto per modificare in modo alternativo il potere diottrico corneale.

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