Miopia Degenerativa

PATOLOGIA

La miopia degenerativa è un’alterazione anatomo-funzionale dell’ eccessivo accrescimento del bulbo oculare lungo il suo asse antero-posteriore. Questa alterazione anatomica è dovuta alla miopia assiale.

Quando questa é lieve o media può essere corretta perfettamente mediante l’utilizzo di occhiali o lenti a contatto, si parla in questo caso di miopia semplice.

Se la miopia assiale è talmente elevata da comportare alterazioni anatomiche a livello della retina, la correzione con occhiali o lenti a contatto può non essere più sufficiente a ottenere una visione perfettamente nitida, parliamo in questo caso di miopia degenerativa.

In presenza di miopia degenerativa si ha l’impossibilità di ripristinare una visione perfetta con i mezzi correttivi convenzionali poiché la retina è alterata e non è più in grado di recepire perfettamente le immagini.

Miopia degenerativa

Il bulbo di un occhio normale presenta un asse antero-posteriore compreso tra i 23,0 e i 23,5 mm. L’occhio affetto da miopia assiale lieve può presentare una lunghezza di circa 0,5-2 millimetri in più. Man mano che la miopia assiale aumenta, l’asse antero-posteriore dell’occhio diventa sempre più allungato e può raggiungere, nelle miopie molto elevate, i 30 mm. Quando il bulbo oculare cresce in modo eccessivo, possono insorgere diversi tipi di degenerazione del fondo oculare.

L’occhio affetto da miopia elevata è più allungato del normale e ciò comporta un suo proporzionale assottigliamento, con conseguenze negative sulla capacità d’irrorazione sanguigna della retina stessa.

La porzione retinica che comprende i fotorecettori, le cellule responsabili della visione, è irrorata dalla coroide e dalla coriocapillare, tessuti ricchi di vasi sanguigni che si trovano al di sotto della retina; nell’occhio affetto da miopia degenerativa questo strato è più sottile e il flusso di sangue che nutre le cellule retiniche è inferiore al normale, e quindi causa una ampia zona di atrofia dell’epitelio pigmentato nota come maculopatia miopica atrofica, pertanto nelle fasi più evolute della patologia nella retina si viene a creare uno stato di ipossia, ossia scarsa ossigenazione dei tessuti, innescando una produzione anomala di nuovi vasi sanguigni, un processo noto come neovascolarizzazione patologica (CNV), che protrudono sotto la retina attraverso delle fenestrature della membrana di Bruch.

La maculopatia miopica essudativa, estremamente pericolosa per la visione centrale. I pazienti affetti da miopia degenerativa devono sottoporsi a un monitoraggio regolare e scrupoloso del fondo oculare al fine di prevenire o quantomeno contenere i danni che sono causati dall’eccessivo allungamento dell’occhio.

TRATTAMENTO

La maculopatia miopica essudativa, è una grave complicanza della miopia degenerativa, patologia che se non curata tempestivamente può compromettere irreversibilmente la visione centrale.

Negli ultimi anni sono state inventate delle molecole in grado di trattare diversi tipi di maculopatie di tipo essudativo, come le stesse CNV miopiche. In particolare, sono stati sviluppati dei farmaci in grado di inibire il principale responsabile del processo di neovascolarizzazione patologica, il fattore di crescita VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor).

I cosiddetti farmaci anti-VEGF sono somministrati in loco, ossia in camera vitrea, attraverso iniezioni intra-vitreali. Queste vengono eseguite in day-hospital dopo anestesia topica e sono pertanto assolutamente indolori. Le linee guida internazionali consigliano la somministrazione di tre iniezioni intravitreali a distanza di un mese l’una dall’altra, seguita da ulteriori somministrazioni a seconda della necessità.

Miopia Degenerativa- ecografia bulbare

I pazienti affetti da maculopatia miopica complicata da CNV rispondono particolarmente bene ai trattamenti con iniezioni intra-vitreali di farmaci anti-VEGF on label (Eylea o Lucentis); la risposta è ottima sia in termini qualitativi – di recupero visivo – sia in termini quantitativi, presentando necessità di un numero inferiore di trattamenti rispetto a pazienti affetti da altre forme di maculopatia essudativa della retina.

Complicanze

Quando il bulbo oculare si allunga eccessivamente, la retina è sottoposta a una continua forza di trazione che può causare degli assottigliamenti in alcuni punti della retina periferica, che rappresentano aree di fragilità note come degenerazioni retiniche periferiche.

In queste condizioni, il rischio di distacco di retina è più elevato che nelle persone emmetropi, sia come conseguenza della possibile formazione di lacerazioni retiniche in prossimità delle degenerazioni retiniche periferiche, sia come conseguenza di un improvviso distacco posteriore del vitreo (PVD, dal termine in inglese Posterior Vitreous Detachment), ben valutabile tramite esecuzione di una ecografia B-Scan, un evento spontaneo che può presentarsi comunemente intorno all’età di 55-60 anni, quando l’umor vitreo si contrae in seguito ai cambiamenti chimico-fisici tipici dell’invecchiamento.

È molto importante che le persone affette da miopie elevate si sottopongano regolarmente a monitoraggio attento e scrupoloso del fondo dell’occhio. È inoltre fortemente consigliabile trattare preventivamente le degenerazioni retiniche periferiche con il laser, al fine di “sigillare” queste aree retiniche alla parete interna dell’occhio e scongiurare rischi di distacco di retina.

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