LE 6 REGOLE PER UNA BUONA VISTA

LE 6 REGOLE PER UNA BUONA VISTA

Possedere occhi sani aiuta a mantenere una buona qualità di vita nel corso degli anni, quindi è davvero importante prendersi cura dei propri occhi seguendo poche ma fondamentali regole d’oro. Ecco le 6 regole per mantenere una buona vista!

1. SOTTOPORSI A VISITE OCULISTICHE REGOLARI FIN DALL’INFANZIA

Tutti noi dovremmo sottoporci a visite oculistiche periodiche e approfondite che comprendano anche l’esame del fondo oculare, non solo per poter diagnosticare precocemente eventuali patologie dell’occhio – o meglio ancora per poterle prevenire – ma anche per evidenziare la presenza di patologie sistemiche quali l’ipertensione e il diabete che, se non curate e tenute scrupolosamente sotto controllo, possono causare danni anche molto gravi agli occhi e alla visione.

Gli occhi devono essere tenuti sotto controllo fin da bambini, già a partire dall’età prescolare. In questi casi l’esame oculistico è infatti fondamentale per rilevare la presenza di eventuali vizi refrattivi come la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo, e nel caso correggerli fin da subito, evitando così deficit visivi e difficoltà di apprendimento in età scolare. Se alcuni atteggiamenti adottati dal vostro bambino durante il gioco, la lettura, la visione della tv, del computer o del tablet vi fanno sospettare la presenza di problemi agli occhi, parlatene con il vostro oculista al fine di eseguire controlli specifici mirati a prevenire la comparsa di condizioni oculari quali ad esempio l’ambliopia (occhio pigro) o lo strabismo.

Anche per i bambini è indispensabile eseguire l’esame del fondo oculare per diagnosticare o escludere patologie retiniche che possono insorgere in questa fase dello sviluppo, quali ad esempio la retinoschisi giovanile o altre patologie eredo-familiari che, quando presenti, richiedono particolari attenzioni e ausili durante l’apprendimento scolastico e successivamente.

Le visite oculistiche devono essere programmate in funzione dell’età e delle eventuali problematiche presenti:

– Bambini in età prescolare: prima di iniziare la scuola (verso i 3-4 anni) è consigliata una visita oculistica ogni 2 anni. Se sono presenti vizi refrattivi o patologie oculari, l’oculista potrebbe consigliare di eseguire controlli più frequenti a seconda della necessità.

– Bambini e adolescenti in età scolare: è consigliata una visita ogni 2-3 anni; in presenza di vizi refrattivi o patologie oculari l’oculista richiederà controlli più ravvicinati.

– Adulti di età compresa fra i 18 e i 40 anni: una visita oculistica ogni 3-5 anni. Anche in questo caso in presenza di vizi refrattivi o patologie oculari l’oculista consiglierà controlli più frequenti.

– Adulti di età compresa fra i 40 e i 50 anni: una visita oculistica ogni 2-3 anni, con maggiore frequenza se sono presenti vizi refrattivi o patologie oculari.

– Adulti di età superiore ai 50 anni: una visita oculistica ogni anno, più ravvicinate in presenza di vizi refrattivi o patologie oculari.

2. CONOSCERE LA PROPRIA STORIA CLINICA FAMILIARE

Alcune patologie hanno una base totalmente ereditaria, ossia sono trasmesse dai genitori ai figli esclusivamente tramite il DNA, così come avviene per il colore degli occhi; ma mentre è facile capire se abbiamo ereditato il colore degli occhi da nostra madre o da nostro padre, non è altrettanto facile capire se e quali patologie abbiamo ereditato dai loro patrimoni genetici prima che l’eventuale patologia si manifesti (nel caso di patologie a insorgenza tardiva).

Le malattie ereditarie possono essere causate dalla mutazione di uno o più geni. Quando la mutazione riguarda un solo gene si parla di malattie monogeniche e le regole di trasmissione sono piuttosto semplici. Le malattie monogeniche possono avere un’ereditarietà recessiva, quando è necessario che sia la copia del gene ereditata dalla madre sia quella ereditata dal padre siano difettose, o un’ereditarietà dominante, quando è sufficiente che vi sia anche solo una copia difettosa del gene responsabile della patologia, quella ereditata dalla madre o quella ereditata dal padre.

È possibile valutare la probabilità di trasmissione di una malattia monogenica da una generazione alla successiva andando ad analizzare la presenza di tale patologia nei diversi membri di una famiglia, allargando l’analisi ai parenti di grado anche più lontano, al fine di ottenere un albero genealogico il più ampio e completo possibile. Qui sotto un esempio di albero genealogico per una malattia autosomica recessiva.

Esempi di malattie monogeniche dell’occhio sono l’amaurosi congenita di Leber, la malattia di Stargardt, la retinite pigmentosa, la coroideremia e la retinoschisi legata all’X.

Alcune malattie ereditarie dipendono dalla mutazione contemporanea di più geni, esse sono definite malattie multigeniche e la loro ereditarietà è molto più complessa di quella delle malattie monogeniche.

La maggior parte delle patologie dipendono non solo da fattori genetici ma anche da fattori ambientali (non genetici) e sono dette malattie multifattoriali. In questo caso i geni responsabili della patologia non presentano solo una versione “normale” e una “mutata”, ma per ognuno di essi esistono diverse “varianti”, ognuna delle quali non è in grado di determinare, da sola, l’insorgenza della patologia, infatti è l’assetto complessivo di tutti i geni coinvolti nella patologia che può determinare una “situazione genetica rischiosa” definita suscettibilità genetica o predisposizione genetica. Oltre alla suscettibilità genetica influiscono grandemente i fattori ambientali, che spesso sono molto importanti nel determinare l’insorgenza di una patologia.

Molte patologie oculari sono malattie multifattoriali, un esempio è dato dalla degenerazione maculare legata all’età (AMD), che può dipendere dalla presenza di alcune varianti geniche di diversi geni ma anche da fattori ambientali e comportamentali, quali ad esempio il fumo di sigaretta, l’esposizione eccessiva ai raggi UV, la scorretta alimentazione e la mancanza di attività fisica.

Parlare con il proprio oculista dell’esistenza di una patologia oculare multifattoriale ricorrente in famiglia contribuirà a determinare se il rischio di sviluppare la patologia “familiare” è trascurabile o, al contrario, elevato. Nell’ultimo caso l’oculista potrà programmare un piano di prevenzione che aiuti ad evitare o a ritardare il più possibile l’insorgenza della patologia in questione o, nel caso, diminuirne il più possibile gli effetti nocivi.

3. OCCHIALI DA SOLE: UNA NECESSITÀ, NON SOLO UNA QUESTIONE DI LOOK

Proteggere i nostri occhi dal sole è importante quanto proteggere la nostra pelle. L’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti presenti nella luce solare determina infatti uno stress ossidativo a livello dei tessuti della retina e in età più avanzata ciò può innescare un processo fisiopatologico che porta allo sviluppo della degenerazione maculare legata all’età (AMD). Gli UV causano danni anche al cristallino, determinando e accelerando l’insorgenza della cataratta. Inoltre, l’esposizione prolungata ai raggi UV senza adeguata protezione facilita la comparsa dello pterigio e la possibilità di sviluppare un cancro alla pelle delle palpebre.

4. VIVI SALUTARE, MANGIA SALUTARE, NON FUMARE

La salute dei nostri occhi risente fortemente del nostro stile di vita, quindi noi abbiamo la possibilità di scegliere, con il nostro comportamento e le nostre abitudini, se “trattare” bene o male questi nostri organi di senso. Per “trattarli bene” basta seguire queste poche ma importanti regole:

– Alimentarsi in modo sano e naturale, introducendo nella propria dieta grandi quantità di verdure, prediligendo quelle più ricche di carotenoidi (luteina e zeaxantina), come gli spinaci e il cavolo, e quelle a foglie verdi e larghe. È importante assumere quotidianamente frutta fresca e anche frutta secca, come ad esempio le noci. Tutti questi alimenti sono ricchi di sostanze antiossidanti e contengono molecole in grado di proteggere le cellule della retina. Parallelamente è importante ridurre il consumo di dolci e alimenti contenenti carboidrati raffinati, quali il pane bianco, la pasta e le patate, che presentano un elevato indice glicemico, e prediligere invece prodotti a basso indice glicemico, come quelli a base di cereali integrali. Addizionare nella propria dieta gli Omega-3, acidi grassi essenziali per la buona salute delle nostre cellule che non possono essere sintetizzati dall’organismo e vanno quindi introdotti mediante l’alimentazione (gli Omega-3 si trovano principalmente nel grasso del pesce).

– Svolgere attività fisica regolarmente.

L’alimentazione sana e l’attività fisica contribuiscono fortemente a mantenere il nostro peso forma e a prevenire le patologie cardiovascolari e il diabete, che rappresentano importanti fattori di rischio per numerose patologie oculari.

– Non fumare! Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per molte patologie oculari, tra cui la degenerazione maculare legata all’età (AMD), e anticipa anche la formazione della cataratta.

– Monitorare rigorosamente le patologie quali il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia etc. seguendo attentamente le terapie prescritte dal proprio medico. Se monitorati scrupolosamente, questi pericolosi nemici della visione possono essere resi innocui.

5. PROTEGGIAMO I NOSTRI OCCHI A CASA, A LAVORO E DURANTE LO SPORT

Tutti noi pensiamo alle nostre dimore come a un luogo sicuro, ma non dobbiamo invece dimenticare che le nostre case sono spesso piene di oggetti e sostanze chimiche che possono rappresentare dei veri e propri pericoli per i nostri occhi e per la nostra visione.

Più della metà delle persone che finiscono al pronto soccorso per danni o traumi oculari si sono feriti a casa. A causare danni agli occhi in ambiente domestico possono essere gli schizzi di sostanze chimiche durante le pulizie domestiche o i lavori di ritinteggiatura, o ancora l’inserzione di schegge di legno prodotte da improvvisati falegnami “fai da te”. Anche i lavori in giardino possono nascondere insidiose minacce, come l’utilizzo del tosaerba che è estremamente pericoloso poiché questo attrezzo può trasformare innocui sassolini in potenziali proiettili.

Al fine di evitare pericoli per i nostri occhi durante i lavori domestici è necessario indossare degli occhiali di protezione. Ricordiamoci che l’utilizzo degli occhiali protettivi è fondamentale anche quando si indossano occhiali correttivi o lenti a contatto. Gli occhiali protettivi devono avere lenti in policarbonato, un materiale 10 volte più resistente rispetto alle normali lenti in plastica.

Ovviamente la protezione degli occhi deve essere obbligatoria per tutti coloro che svolgono professioni che espongono gli occhi a pericoli chimici (quali ad esempio schizzi o esalazioni di acidi forti), meccanici (schegge o polveri di diversi materiali, vento eccessivo) o fisici (radiazioni ultraviolette, calore eccessivo).

Anche diverse categorie di sportivi devono indossare obbligatoriamente delle protezioni per gli occhi, come ad esempio gli schermidori, i giocatori di hockey, i ciclisti etc.

6. OCCHIO SECCO? LA RISPOSTA GIUSTA È “LUBRIFICAZIONE”

La secchezza oculare è causata da una produzione inadeguata, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, di film lacrimale. L’utilizzo prolungato del computer, la presenza di pollini e/o smog e l’esistenza di condizioni mediche quali il diabete o squilibri tiroidei o ormonali, nonché l’impiego di antistaminici o diuretici, sono tutti fattori che possono determinare un’alterata lubrificazione della superficie oculare e provocare la fastidiosa sensazione di avere gli occhi secchi o la presenza di un corpo estraneo. Esistono poi anche patologie specifiche, come ad esempio da Sindrome di Sjogren, che causano una grave secchezza delle mucose, compresa la congiuntiva.

La secchezza oculare non è sempre reversibile, in alcune persone infatti la sintomatologia aumenta progressivamente nel tempo, incrementando così anche il rischio d’insorgenza di complicanze di carattere infettivo o nei casi più gravi di cicatrici corneali permanenti. Questa condizione deve essere pertanto curata attentamente onde evitare danni oculari più gravi.

Nella maggior parte dei casi, la secchezza oculare può essere gestita in modo ottimale se si seguono scrupolosamente le indicazioni terapeutiche del proprio oculista. Particolarmente efficace è l’utilizzo dei sostituti del film lacrimale naturale, comunemente conosciuti come “lacrime artificiali” che, se correttamente somministrate e dosate durante la giornata, possono risolvere con successo e in maniera semplice e poco dispendiosa la sintomatologia della secchezza oculare.

In commercio esistono molti tipi di lacrime artificiali, sia monodose che multidose, che presentano diversi tipi di viscosità (più o meno gelatinosi) e composizione farmacologica (per i casi con sintomatologia più o meno grave) e che possono essere più adatti per il giorno o per la notte e presentare o meno conservanti, rendendo così un prodotto più o meno indicato per un paziente o l’altro a seconda dell’esistenza di sensibilità o allergie.

È importante essere consapevoli e coscenziosi e ricordarci che attraverso il nostro comportamento e le nostre scelte quotidiane possiamo fare davvero molto per la salute dei nostri occhi, aiutando a garantirci una buona vista e quindi una buona qualità di vita.

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